Omar Mossali


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Pubblicazioni

PREMI E CONCORSI

Maggio 2012
Selezione al Concorso:
20 Crocifissi d'autore per la sede di Regione Lombardia. Acquisizione dell'opera: Piccola crocifissione tra i beni dell'Ente.

Giugno 2011
Finalista al Concorso Diamo casa a dieci idee creative Provincia di Milano

Gennaio 2011
Finalista al Concorso Milano e Oltre Provincia di Milano Open call Cantiere Bovisa

17-21 Novembre 2010
Finalista al 1°Festival dei giovani talenti TNT, Ministero della Gioventù


Maggio 2010
Contributo vinto grazie al concorso Start per un progetto di impresa artistica innovativa. Comune di Monza e Brianza, Regione Lombardia

Aprile 2010
Sentiero imprenditivo vinto grazie al concorso Tu ci dai un’idea noi ti regaliamo un’impresa con il progetto: Imprenditori per l’Arte Contemporanea. Comune di Monza e Brianza. Regione Lombardia, Governo Italiano


Edizione 2012
Residenze Macro, Roma

Edizione 2011
Wannabee Prize - Wannabee Gallery, Milano

Edizione 2010-2011
IV-V Premio Movimento nelle Segrete di Bocca, Milano

ARTICOLI E PUBBLICAZIONI PRINCIPALI


Il Giorno
Unione tra affinità e diversità. 23/10/2011, in occasione della mostra omonima alla
sede de
Il Giorno di Via Tadino, Milano.

Arte Shop
mensile d’arte. Agosto 2011. La Ruggine nel Chiostro dei Glicini. Rubrica Arte Mostra a cura di Simonetta Panciera.

Corriere della Sera
nell’inserto Vivi Milano 8/6/2011 Anche la Ruggine si può rinnovare.

Arte Shop
mensile d’arte. Aprile 2011.Rubrica Arte Mostra a cura di Valentina Bottinelli. In occasione della mostra: La Ruggine e la sua vitalità, Società Umanitaria Milano.

Corriere dell’Arte
Bologna. La ruggine soggetto e oggetto d’arte. Aprile 2011, di Valter Fabbri.

D’Ars.
Trimestrale di cultura e comunicazione visiva (dal 1960) Anno 50°, Numero 202 Giugno 2010 in occasione della mostra Connessioni creative, galleria 9 colonne, Bologna.


Il Tempo
Vetralla, opera donata alla scuola Primaria, 11/02/2009.

Omar Mossali è presente sui principali portali d’arte on-line quali:
Exibart, Undo net, Daring to do, Teknemedia, Artevarese, Arte.go e sui siti d’informazione: Ferpi, On Tuscia, La Nazione, Expoholic.

PRINCIPALI CRITICHE E RECENSIONI

Lettera di referenze al Macro in occasione dell'edizione 2012 del concorso
Residenze Macro.
Direttrice Fondazione D'Ars (Mi) Grazia Chiesa, critico e giornalista della Rivista D'Ars Simonetta Panciera:

Omar Mossali è un giovane di talento; personalità poliedrica, artista sensibile alle tematiche legate al rapporto arte/ambiente, rivolto a sperimentare un ruolo delle manifestazioni artistiche in campi innovativi.
La collaborazione con la Fondazione D’Ars Oscar Signorini si basa su una stima reciproca e sulla medesima sintonia nel valorizzare e promuovere i giovani. Seguiamo con interesse il suo percorso artistico e riteniamo che Mossali stia dimostrando maturità artistica frutto, oltre che di una spiccata
creatività, di una notevole capacità tecnica nell’utilizzo di diversi materiali.
Mosssali ha partecipato alla rassegna itinerante “La Ruggine, materia che genera se stessa”, organizzata dalla Fondazione D’Ars Signorini onlus nel 2011 alla Galleria 9 Colonne /Spe a Bologna e successivamente nel Chiostro del Glicini presso la Società Umanitaria di Milano. Le sue opere, collocate in uno spazio ampio, sono riuscite a comunicare con il pubblico fruitore attraverso un dialogo interattivo.


Simonetta Panciera e Grazia Chiesa Fondazione D'ars

Per la personale: La Veste Bianca, Galleria Spazio Danseei Olgiate Olona (Va).
Dal 3 Dicembre 2011 al 9 Gennaio 2012.
Direttrice della Fondazione D'Ars (Mi) Grazia Chiesa

FINO A QUANDO...
Un’esposizione d’arte contemporanea che ha come filo conduttore il pensiero di Giovanni, il più immaginifico degli evangelisti, poteva essere solo creata da un artista anch’egli molto immaginifico

come Omar Mossali.

“Fino a quando ...” un grido quasi un rimprovero e poi Vesti Bianche. Nelle opere di Mossali sovente compaiono impronte, quasi arcane, sacre sindoni con alta sensibilità pittorica. Questo artista sa creare immagini che sorprendono e ci pongono degli interrogativi ai quali spesso non osiamo dare risposte e questo è anche il compito dell’arte. Porgere un messaggio che non ci lasci indifferenti come l’arte di Omar.

Grazia Chiesa Fondazione D'Ars

Per la personale: La Veste Bianca, Galleria Spazio Danseei Olgiate Olona (Va).
Dal 3 Dicembre 2011 al 9 Gennaio 2012.

Critico e Filosofo Paolo Antinucci, curatore e nipote di Nato Frascà:

LA VESTE BIANCA, ovvero: DELLA CONSUSTANZIAZIONE.

Mossali fa parte di quella categoria di artisti che riconosciamo subito.Non per lo “stile”, nè per i soggetti, neanche per gli altri aspetti che siamo abituati a riconoscere nell'arte. Pure tutte cose presenti e individuanti. Riconosciamo Mossali soprattutto grazie a ciò che lui stesso ci consente di vedere e di cui fa soggetto-oggetto della sua ricerca. Si tratta della relazione che intrattiene con il suo materiale artistico. Una relazione di assoluta simbiosi. Mossali vive insieme alle sue Ruggini: un tempo si è conglomerato con esse; nel tempo le ha seguite e affiancate; oggi si è reso consustanziale. La materia ingovernabile per eccellenza, oggi, è lui stesso: Madame Bovary c'est moi!
Ci siamo domandati a suo tempo chi era l'autore delle opere che Mossali firmava. Oggi, probabilmente, questa domanda ha perso molto del suo significato: le sue opere, pacificamente, oggi sono le sue, cioè del suo materiale. Oramai noi che fruiamo, dobbiamo solo assistere .
Assistere alla vita di un Soggetto che si è completamente oggettivato. Assistiamo alla cronaca di una vita che compie i suoi atti: li compie nel tempo e nello spazio, li compie nel mutare della realtà. Ma assistiamo anche alla storia di una vita: le sue fasi espansive e ossessive, le fasi liriche e comunicative, i momenti in cui sta sulle sue. Il mutevole filogenetico e il mutevole ontogenetico, potrebbe dirsi in termini un po' troppo cervellotici. Guardare oggi le opere del ciclo
La Veste bianca, equivale a lanciare assi cartesiani in tutte le direzioni per (sperare di) cogliere la sincronia delle funzioni vitali della materia artistica. Che vediamo oramai essenzializzarsi, confinarsi in piccole porzioni mistiche dello spazio. Farsi piccola e lampeggiante di fronte al lancinante lampeggiare della materia (non) di supporto. Un fondo ferro che potentemente riecheggia e rievoca il fondo oro che, frutto di una razionalità ultraterrena, prende il largo, dilaga fin nelle pieghe del materiale artistico. Ma senza scontro: anzi in prestabilita armonia. Un fondo ferro che in concreto è una radiazione di fondo. Cioè l'Ente (la vita del Soggetto-Oggetto) nel suo primigenio permeare, di cui la ruggine è il risultato che intende e sta sulle sue. Una radiazione che in sostanza santifica: è la ruggine che riceve la sua veste bianca, in forza del suo martirio. Il suo perpetuo rinunciare ad esserci.


Paolo Antinucci

Per la personale: Inversioni, Palazzo Branda Castiglioni, Corte d’ Onore, Castiglione Olona (Va).
Dal 29 Maggio al 27 Giugno 2010.
Prof. Rolando Bellini dell’Accademia di Brera

Ruggini ferrose di Omar Mossali, ospitato con la sua mostra
Inversioni, assieme al suo prefatore, prof. Paolo Antinucci, in Palazzo Branda Castiglioni. Un evento monografico collaterale attrattivo al tempo stesso effimero e duraturo: il tempo della mutazione ossidante del materiale, pilotata in forme che evocano figurazioni. L’ossidazione ferrosa di Mossali parrebbe rinviare alle ombre evocate dalla voluta inferenza festosa: quelle della corte del Branda, di un mondo rinascimentale di cui resta indelebile traccia nelle sinopie e negli affreschi di Masolino, del Vecchietta e d’altri, segno perenne della presenza dell’uomo nel mondo.


Rolando Bellini


Per la collettiva: Incantesimi, Garbagnate Milanese (MI) Dal 12 al 27 Settembre 2009
Artista e curatore artistico Gianluigi Castelli:

Il ferro, le ruggini e al tempo stesso la delicatezza del segno di Omar Mossali riecheggiano i forti contrasti duali presenti in ciascuna fiaba: tragicità e poesia impalpabilmente miscelati.

Gianluigi Castelli


Per la presentazione personale: 25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2009 Castano Primo 25 Aprile 2009. Dal quotidiano Città Oggi Anno XXn°18 del 07/05/2009.
Giornalista Pinuccio Castoldi:

Nel corso della celebrazione del 25 aprile è stata presentata ufficialmente l’opera donata al Comune da un giovane artista castanese, Omar Mossali, che ha voluto rendere omaggio alla Resistenza ispirandosi alla memoria dei Tre Martiri Patrioti. Questa è stata l’occasione per conoscere un valido artista che in città ancora pochi conoscono … Ha iniziato a dipingere ad olio all’età di 17 anni, ma dal 2006 ha cominciato a sperimentare una nuova tecnica “dipingendo” con la ruggine su lastre di ferro una tavola cromatica dovute alle diverse modalità di trattamento del metallo. Le opere non sono finite una volta che l’artista le ha prodotte, ma continuano ad evolversi lentamente nel tempo. L’ossidazione va avanti alterando in alcuni punti la figurazione, confondendo o addirittura cancellando certe parti, e in questo modo la creazione pittorica “work in progress” diventa specchio di quello che è il divenire della vita e della memoria. Mossali ha creato una serie di opere ispirate al tema del “muro” dei Tre Martiri, sacrario della memoria storica castanese.

Pinuccio Castoldi


Per la personale:
Il precipitar nell'oblio della memoria , Vetralla, Palazzo Zelli,
6/7/8 Febbraio 2009

Critico e Filosofo Paolo Antinucci, curatore e nipote di Nato Frascà:

Omar Mossali chiama le sue opere semplicemente “dipinti”.
La modestia letterale di questa sua definizione ci fa entrare istantaneamente nel cuore di un problema. Il fatto è che (sufficiente anche un fuggevole sguardo) siamo di fronte ad un equivoco. Sorprendente constatare che queste opere semplicemente non sono dipinti. L’autore mente, dunque? Sì e no. No, perché il suo atto è realmente quello di “dipingere”. Sì, perché le sue opere non ne escono come “dipinte”.
Che accade? Accade che, evidentemente, l’Autore non ha il pieno controllo sul suo fare. Accade che, evidentemente, un Altro interviene, dopo di lui, a modificare, scompaginare, tradire forse. Chi è questo Altro? Difficile rispondere semplicemente. È il “fuori”, è l’“esterno”, l’“altro” appunto. Tutto ciò che è altro dell’Autore. Il Tutto confluisce e congiura: il supporto (lastra di ferro) interviene, le sostanze con cui Mossali “dipinge” intervengono, l’ossigeno e gli altri componenti dell’aria che respiriamo intervengono, le condizioni micro e macroclimatiche intervengono, e su su fino all’incommensurabile naturale. E all’orizzonte: il Tempo. Dentro cui tutto scorre, vive e muore, declina e rinasce. Questo è la ruggine, le ruggini di Mossali.
La cosciente azione di quest’ultimo innesta una re-azione inarrestabile, imprevedibile, immisurabile. In ogni momento, persino durante la stessa lavorazione dell’opera, il momento precedente è già in mutamento. Il Tempo, che misuriamo, computiamo, ma che si nasconde, qui si svela, si presenta. E allo stesso tempo invade e travolge ogni intenzionalità d’autore, d’opera, di significato. Ogni opera di Mossali vive sempre nel suo passato, nel ricordo di com’era. Ma ha un continuo istantaneo presente, nell’oblio di com’era e nella flagranza di come è. Così il ricordo precipita nell’oblio, e l’oblio precipita nel ricordo.
Ogni opera di Mossali non rappresenta il mutamento, è in mutamento. E se non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume, allo stesso modo non è possibile guardare due volte la stessa opera, percorrere due volte la stessa mostra.
Ogni significato tramonta. Ma ad un vuoto di significato corrisponde un pieno, denso, pervasivo e tangibile, di senso. Che nasce dalla sensibilità e richiama sensibilità. È il senso del fuori e del dentro; è il senso del prima e del dopo; è il senso dell’io e dell’altro; è il senso dello Spazio; è il senso del Tempo; è il senso della Bellezza. È il senso.

Paolo Antinucci



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